Temperatura dell'acquario: quale per quali pesci

Aggiornato il 25 agosto 2026 · lettura ~6 min

Una vasca tropicale d'acqua dolce sta bene fra 24 e 27 °C, un reef fra 24 e 26 °C, i discus più in alto (28-30 °C). Gli sbalzi rapidi stressano gli animali più di un valore leggermente fuori ideale: la stabilità conta più del decimale.

La temperatura è il parametro che si misura più facilmente e che si sottovaluta di più. Regola il metabolismo di pesci e coralli, decide quanto ossigeno resta disciolto — più l'acqua è calda, meno ce n'è — e determina la velocità con cui un problema degenera: la stessa ammoniaca a 22 °C e a 29 °C non fa lo stesso danno nello stesso tempo.

I valori di riferimento

Vasca / abitantiTemperatura
Comunità tropicale d'acqua dolce24-27 °C
Discus28-30 °C
Caridine Neocaridina20-24 °C
Caridine Caridina (crystal, taiwan bee)20-23 °C
Ciclidi dei laghi africani24-26 °C
Pesce rosso e vasca d'acqua fredda18-22 °C
Betta25-28 °C
Reef e marino24-26 °C
Salmastro24-27 °C

Due voci meritano una nota. Le caridine stanno meglio più fresche di quanto la maggior parte delle vasche di comunità tenga: sopra i 26 °C vivono più in fretta, si riproducono meno e le mute diventano più rischiose. Il pesce rosso non è un pesce tropicale: tenuto a 26 °C brucia gli anni, e non va in una vasca riscaldata con i neon — oltre al fatto che arriva a 25 cm e vuole almeno 100 litri.

La stabilità conta più del valore

Un pesce da 24-27 °C tenuto stabilmente a 28 °C sta meglio di uno che oscilla fra 24 e 27 ogni giorno. Gli sbalzi costringono l'organismo a riadattare il metabolismo di continuo, e sono uno dei tre fattori — con l'ammoniaca e il trasporto — che aprono la porta alla malattia dei puntini bianchi: non perché «creino» il parassita, ma perché abbassano le difese di un pesce che l'aveva già addosso.

Da cui: la temperatura non si corregge di scatto. Un grado all'ora è già veloce. Chi trova la vasca a 30 °C non deve buttarci acqua fredda: si abbassa gradualmente, e nel frattempo si aumenta il movimento in superficie.

D'estate: quando l'acqua si scalda

È il problema stagionale più comune in Italia, e non è solo un fastidio: sopra i 29-30 °C in una vasca d'acqua dolce l'ossigeno disciolto scende mentre il metabolismo dei pesci — cioè il loro consumo di ossigeno — sale. Le due curve vanno in direzioni opposte, e per questo il primo sintomo del caldo è il pesce in superficie a bocca aperta.

Cosa funziona, in ordine di efficacia rispetto al costo:

  1. Una ventola sulla superficie. L'evaporazione raffredda: una ventola da computer puntata sul pelo dell'acqua vale 2-3 °C, che è quasi sempre quello che serve. ⚠️ L'acqua evapora molto più in fretta, quindi si rabbocca ogni giorno — con acqua d'osmosi, o si concentrano sali e durezza (in marino, la salinità).
  2. Coperchio aperto e luci ridotte. Le plafoniere scaldano, soprattutto quelle vecchie. Accorciare il fotoperiodo nelle ore più calde, o spostarlo alla sera.
  3. Più movimento in superficie. Non raffredda, ma rimette ossigeno dove serve.
  4. Bottiglie d'acqua congelata, come misura d'emergenza e a bottiglia chiusa. Fanno scendere la temperatura a scatti, quindi sono il rimedio peggiore fra quelli che funzionano: meglio la ventola.
  5. Il refrigeratore, se la vasca è un reef o ospita animali costosi. Costa quanto un elettrodomestico e consuma, ma è l'unica soluzione che tiene un valore fisso.

E una cosa che non funziona: aggiungere ossigeno con un aeratore mentre l'acqua è a 31 °C. L'ossigeno non entra oltre la saturazione, e la saturazione a quella temperatura è già bassa. Il problema è la temperatura, non l'aria.

D'inverno: il riscaldatore

Un riscaldatore si dimensiona intorno a 1 W per litro in una stanza normalmente riscaldata, di più in un ambiente freddo. Sotto-dimensionarlo lo tiene accesso sempre; sovra-dimensionarlo lo rende più rischioso se il termostato si blocca in posizione «acceso» — che è il modo classico in cui una vasca si perde in una notte.

Tre accortezze che costano zero:

Come si misura

Termometro digitale con sonda, o a striscia sul vetro (meno preciso, ma sempre visibile), sempre nello stesso punto e alla stessa ora. In una vasca grande o poco movimentata la differenza fra il fondo e la superficie, o fra l'angolo del riscaldatore e quello opposto, può essere di un grado: misurare ogni volta in un posto diverso produce un andamento che non esiste.

D'estate conviene guardare anche il picco pomeridiano, non solo il valore della mattina: è quello che decide se serve intervenire.

Il legame con gli altri parametri

La temperatura non è un numero isolato, e tre collegamenti vale la pena averli chiari:

Come lo fa Gurglee

Gurglee tiene la temperatura fra i parametri di base, con la banda del tipo di vasca, e converte da sé fra °C, °F e kelvin — utile se la sonda o il controller parlano un'altra unità. Il grafico con la banda obiettivo è il modo più rapido di distinguere un'oscillazione giorno/notte da una deriva vera, che è la distinzione su cui si decide se intervenire; e l'app segnala quando l'ultima misura è fuori banda, con la possibilità di chiedere al «Dottore di vasca» partendo dai valori veri di quella vasca.

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