Nitrati alti: come abbassarli davvero

Aggiornato il 25 agosto 2026 · lettura ~6 min

I nitrati vanno tenuti sotto 25 ppm in acqua dolce e intorno a 1-10 ppm in un reef. Salgono perché sono il prodotto finale del ciclo dell'azoto e nulla li consuma da solo: si abbassano con cambi d'acqua regolari, meno cibo, sifonatura del fondo e piante a crescita rapida.

I nitrati sono l'unico dei tre composti azotati con cui si convive. Ammoniaca e nitriti devono stare a zero; i nitrati si accumulano per forza, perché sono il capolinea del ciclo dell'azoto e nulla, in una vasca normale, li fa sparire da solo.

Il che significa che il valore letto sul test non racconta un guasto: racconta quanto tempo è passato dall'ultimo cambio d'acqua e quanto carico ha la vasca.

Quali valori tenere

Tipo di vascaRiferimentoPerché
Acqua dolce di comunitàsotto 25 ppmi pesci tollerano bene, ma sopra si vedono alghe e stress cronico
Acqua dolce piantumata10-25 ppmalle piante servono: a zero vanno in carenza
Reef~1-10 ppmi coralli soffrono già a valori bassi
Marino di soli pescisotto 25 ppmpiù tollerante di un reef

Vale la pena insistere sul caso piantumato, perché è controintuitivo: in una vasca con molte piante i nitrati non sono un rifiuto, sono fertilizzante. Portarli a zero «per pulizia» manda le piante in carenza di azoto — foglie vecchie che ingialliscono e si sfaldano — e a piante ferme le alghe prendono il posto libero. Zero non è meglio di dieci.

Perché salgono

Nulla in una vasca standard consuma i nitrati. Il filtro biologico li produce, non li smaltisce: è il suo prodotto finale. Quindi la concentrazione sale linearmente con:

C'è poi una causa che sfugge sistematicamente: l'acqua di rubinetto. In diverse zone d'Italia esce dal rubinetto con 20-40 ppm di nitrati, per via dell'agricoltura. Chi cambia il 30% d'acqua ogni settimana e non riesce a scendere sotto i 30 ppm sta probabilmente rabboccando con acqua che ne è già carica. Si scopre in due minuti: si fa il test sull'acqua del rubinetto, non sulla vasca. Se il rubinetto è alto, l'unica via è tagliare con acqua d'osmosi.

I metodi che funzionano

Il cambio d'acqua

È il metodo di riferimento, l'unico che funziona sempre e in modo prevedibile. La matematica è semplice: cambiare il X% dell'acqua abbassa il valore del X%, se l'acqua nuova è a zero.

Nitrati attualiCambio 20%Cambio 30%Cambio 50%
40 ppm32 ppm28 ppm20 ppm
60 ppm48 ppm42 ppm30 ppm
80 ppm64 ppm56 ppm40 ppm

Da cui la conseguenza che si scopre sempre tardi: da 80 ppm non si arriva a 20 con un cambio solo. Servirebbe cambiare il 75% dell'acqua in una volta, cosa che stressa gli animali per lo sbalzo di parametri. La strada giusta sono due o tre cambi del 30-40% a distanza di qualche giorno.

⚠️ Se l'acqua nuova contiene già nitrati, il conto cambia: cambiando il 50% con acqua a 20 ppm, da 60 ppm si arriva a 40, non a 30. Il valore verso cui si tende è quello dell'acqua nuova, non lo zero.

Meno cibo

È il metodo più efficace e il meno praticato, perché nessuno vuole sentirsi dire che dà troppo da mangiare. La regola: quello che i pesci non finiscono in due minuti è cibo di troppo, e diventerà nitrato. Un giorno di digiuno alla settimana non danneggia nessun pesce adulto sano.

Sifonare il fondo

Detriti, feci e cibo affondato continuano a decomporsi dove sono. Sifonare il fondo durante il cambio d'acqua toglie il materiale prima che diventi nitrato, invece di diluire il nitrato dopo. In una vasca con fondo sottile o nuda si fa a ogni cambio; in un piantumato solo nelle zone aperte, senza scavare fra le radici.

Piante a crescita rapida

Le piante consumano azoto per crescere, quindi le più veloci ne consumano di più. Le galleggianti sono le più efficaci in assoluto: crescono al massimo della luce e della CO₂ atmosferica, e si tolgono a manciate portandosi via l'azoto che hanno immagazzinato. Perché funzioni bisogna potarle e buttare la potatura: una pianta che cresce e poi marcisce in vasca restituisce tutto.

Il filtro giusto, e uno sbagliato

Un filtro più grande non abbassa i nitrati: ne produce di più, perché ossida meglio. Quello che li abbassa davvero, in un marino, sono i processi anaerobici — un letto di sabbia profondo, refugium con alghe superiori, o un sistema di denitrificazione — dove i batteri riducono il nitrato ad azoto gassoso che esce dall'acqua. In acqua dolce l'equivalente pratico sono le piante.

Le resine antinitrati funzionano, sono care e si esauriscono. Vanno bene come misura temporanea, non come sistema: se servono in permanenza, il problema è il carico.

Cosa non fare

Il segnale indiretto: le alghe

Nitrati alti da tempo, spesso insieme ai fosfati, sono la condizione in cui le alghe prosperano. Ma il rapporto non è meccanico: esistono vasche con 50 ppm e nessuna alga e vasche a 10 ppm invase. Contano anche luce, movimento, CO₂ e maturità. Abbassare i nitrati è una parte della soluzione a un problema di alghe, non la soluzione intera — e alzarli in una vasca piantumata affamata, paradossalmente, a volte le riduce.

Come lo fa Gurglee

Gurglee tiene per ogni vasca il proprio intervallo di nitrati — 25 ppm in dolce, 1-10 in un reef, e in una piantumata anche il limite inferiore — e nella scheda del parametro calcola l'effetto del cambio d'acqua prima di farlo, sul volume di quella vasca e con la possibilità di indicare quanti nitrati contiene l'acqua nuova, che è il pezzo che manca in tutte le tabelle generiche. Dice anche quale percentuale servirebbe per rientrare, e quando una sola non basta lo scrive invece di arrotondare. Con gli scenari si mettono in fila più cambi nel tempo, tenendo conto della risalita fra uno e l'altro (funzione Premium).

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